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Perché nascondi il tuo volto? (Sal 44,25). Il "perché" di un popolo innocente |
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Documentazione evento:
Il terzo incontro del ciclo “Dio mio, Dio mio, perché?”, che la Nuova Regaldi dedica al libro dei Salmi, si è svolto presso il Sacro Monte di Varese, domenica 17 dicembre.
Don Silvio Barbaglia ci ha guidati nella lettura del Salmo 44 “Perché nascondi il tuo volto?” lamento del popolo di Israele, che costituisce uno dei testi più duri del libro dei Salmi. Il popolo, infatti, sperimenta il conflitto tra la ragione e la fede dei padri. La fede racconta dei benefici che Dio ha accordato al suo popolo nel passato, delle vittorie conseguite da chi confidava nel Signore. Ora, però, Dio ha abbandonato il suo popolo, lo ha rifiutato, si è nascosto. E senza una ragione, senza una colpa da parte del popolo: il salmista non capisce, si rivolge disperato a un Dio che pare dormire, che pare avere dimenticato; si trova sul baratro dell’ateismo Per noi, l’esperienza del popolo eletto può diventare esperienza personale. Come rispondere? In due modi: “Dio non c’è o c’è solo ogni tanto” oppure “Dio non può non esserci”. La prima risposta semplifica certamente la vita. La seconda richiede un cammino più duro, il cammino che ha compiuto anche Gesù: dopo aver gridato “Dio mio, perché mi hai abbandonato?”, ha saputo lasciarsi andare con fiducia: “Padre, nelle tue mani affido il mio spirito”. E’ il cammino, simbolico, che ci ha portati in cima al Sacro Monte, meditando i misteri del Rosario illustrati nelle cappelle: c’è il Natale, che stiamo per festeggiare, ma c’è da subito il richiamo alla Pasqua. Alla morte e alla risurrezione: l’importante [e il difficile] è non fermarsi alla prima.
Suor Maria Flavia, delle Romite di Sant’Ambrogio “padrone di casa” del Sacro Monte, ci ha guidati nella riflessione pomeridiana. Dapprima ci ha puntualizzato ulteriormente il Salmo 44. Se Dio pare nascondersi, anche là dove si rivela, come nel Figlio, come nell’Eucarestia, deve essere un incentivo per cercarlo con maggiore forza, con maggiore impegno. E se poi sperimentiamo lo stato d’animo del Salmo 44, la testimonianza è ugualmente possibile: prima di essere credibili agli occhi degli altri, dobbiamo preoccuparci di essere credenti; in questo modo, la nostra fede risulterà interessante a chi non crede (o dice di non credere) anche senza prediche ed esortazioni. Sollecitata da numerose domande, la Madre ha dato anche preziose indicazioni sulla preghiera liturgica e sui Salmi in particolare. La preghiera liturgica costituisce il momento principale della sua giornata di Monaca: i Salmi racchiudono la totalità delle esperienze, degli stati d’animo, delle condizioni umane. Sta al fedele adeguarsi, perché a volte lo stato d’animo di chi prega non corrisponde a quello espresso dalla preghiera. D’altronde, diceva il grande credente Bonhoeffer: “Se la Bibbia contiene anche un libro di preghiere dobbiamo dedurre che la Parola di Dio non è soltanto quella che Egli vuole rivolgere a noi, ma è anche quella che Egli vuole sentirsi rivolgere da noi, poiché questa è la parola del Suo Figlio diletto.”
Francesco Platini
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Audio:
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16 dic 2007
Ciclo di Incontri:
Dio mio, Dio mio, perché...? Percorso di lettura di Salmi e Cantici
don Silvio Barbaglia
Il salmo 44 presenta la dura lamentazione dell'intero popolo di Israele verso Dio, che sembra distante ed indifferente al suo grido; il popolo ricorda allora i tempi passati, raccontati dai padri, in cui Dio aveva compiuto meraviglie per lui. Questo salmo porta al suo interno una serie di domande ed invocazioni a Dio che però non ottengono risposta: per questo può essere definiito come il salmo della soglia dell'ateismo. La risposta dell'uomo a questa assenza di Dio può essere duplice: può continuare a vivere come se Dio non ci fosse o cercarLo con fede in tutti i modi perchè si rende conto che non può esistere un mondo senza di Lui
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16 dic 2007
Ciclo di Incontri:
Lettura interpretata di testi biblici
Audio Criptato: inserire username e password:
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16 dic 2007
Ciclo di Incontri:
Lettura interpretata di testi biblici
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Video:
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16 dic 2007
Ciclo di Incontri:
Dio mio, Dio mio, perché...? Percorso di lettura di Salmi e Cantici
Salendo al Sacro Monte di Varese vengono proposti momenti di meditazione caratterizzati dall'ascolto di brani di Vangelo, preghiere e canti legati alla scansione dei misteri del Rosario che sono rappresentati nelle cappelle.
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16 dic 2007
Ciclo di Incontri:
Dio mio, Dio mio, perché...? Percorso di lettura di Salmi e Cantici
don Silvio Barbaglia
Il salmo 44 presenta la dura lamentazione dell'intero popolo di Israele verso Dio, che sembra distante ed indifferente al suo grido; il popolo ricorda allora i tempi passati, raccontati dai padri, in cui Dio aveva compiuto meraviglie per lui. Questo salmo porta al suo interno una serie di domande ed invocazioni a Dio che però non ottengono risposta: per questo può essere definiito come il salmo della soglia dell'ateismo. La risposta dell'uomo a questa assenza di Dio può essere duplice: può continuare a vivere come se Dio non ci fosse o cercarLo con fede in tutti i modi perchè si rende conto che non può esistere un mondo senza di Lui
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