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GIUDA ISCARIOTA E I TRENTA DENARI. L'uomo mercificato e il mistero del male
Presentazione

Data: mercoledì 12 marzo 2008

Tipologia incontro: Incontro pubblico

Ciclo di incontri:
Passio 2008

Ora inizio: 20,45

Luogo: Auditorium Aldo Del Monte, Seminario San Gaudenzio
           Via Monte San Gabriele, 60 - 28100 Novara
           Visualizza mappa

Con:
don Silvio Barbaglia (Docente di Scienze bibliche), Card. Elio Sgreccia (Presidente della Pontificia Accademia "Pro Vita"), Giovanni Paolo Ramonda (Presidente dell'Associazione Papa Giovanni XXIII), Lucio Di Pietro (Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Salerno, già Procuratore Aggiunto Nazionale Antimafia), Luca Lattanzio (Cantautore)


Conduce:
Paolo Usellini (Giornalista)


Descrizione evento:

"Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?". Sono le parole con cui Giuda Iscariota per 30 denari vende la vita di Gesù. Parole che rieccheggiano ogni volta che l'uomo vende un altro uomo, ledendone la dignità, trasformandolo in merce di scambio in nome di interessi economici o della tutela del proprio benessere e tenore di vita. La mercificazione dell'uomo assume vari volti: prostituzione coatta, promozione del narcotraffico e del consumo di stupefacenti; ma anche l'abbandono delle ragazze madri, gli aborti "facili", la manipolazione degli embrioni, l'introduzione di legislazioni favorevoli all'eutanasia, che calpestano i diritti dell'uomo quand'esso è più indifeso e meritevole di tutela.

"DA QUANTO TEMPO"
(Testo di Luca Lattanzio-Raffaele Mazzei - Musica di Luca Lattanzio)

Tu che ne sai di me,
da dove vengo, che cosa sento
mi vedi lì, sola per strada
come immondizia abbandonata
ed è tagliente il tuo sguardo
indifferente come un coltello
per me che sono carne da macello
Tu che ne sai quando a tradirti
è un padre od il tuo uomo,
è come stare in una fogna
dentro le mura della tua casa.
Io sono all'asta come al mercato,
e poi legnate se non guadagno;
io che sognavo soldi sinceri
ed un paesaggio perso nel mare
Da quanto tempo, da quanto tempo, ho il cuore spento
senza un commento, senza un lamento;
mi hanno inseguito e abbandonato.
Mia madre è stanca dorme da un lato
tutta la notte quanta paura,
io sono schiava dei desideri
di chi mi compra e mi consuma.
Non è una scelta né vocazione
io prendo botte dal mio padrone;
ma a te che importa non guardi gli occhi
mentre ti sfoghi, mentre mi tocchi.

L'ambiguità delle speranze
tra la realtà e una bugia
non era un viaggio di luna e miele
ma il freddo assurdo di un altro viale.
Da quanto tempo, da quanto tempo, ho il cuore spento
senza un commento, senza un lamento;
mi hanno inseguito e abbandonato.
Mia madre è stanca dorme da un lato
tutta la notte quanta paura,
io sono schiava dei desideri
di chi mi compra e mi consuma.
Non ho più un pianto e chi lo asciuga.

Io sogno a spezzoni
e vomito aironi
tra urla strozzate ed un vecchio rottame.
Io sento una voce
come di campane.
Io vedo una luce
negli occhi veloci.
Il tempo aiuta, se c'è un aiuto
così dal buio mi hanno rialzato.
La porta è aperta, la luce è accesa;
io torno a casa, comunque vada.


Enti Promotori:
La Nuova Regaldi (Associazione Culturale Diocesana)



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