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PILATO E LO 'SPORCARSI LE MANI'. Mettere in gioco la propria vita per la Giustizia e la Verità
Documentazione
Documentazione evento:
MAFIA E CAMORRA, NEGAZIONE DELLA DIGNITÀ UMANA
Solo nell’alleanza tra cittadini, Chiesa e istituzioni la via di uscita dal tunnel della criminalità organizzata

Moderne forme di schiavitù, fondate sul terrore, che calpestano sistematicamente i diritti fondamentali dell’uomo e impediscono lo sviluppo del territorio, riservandone il dominio a chi si impone con la violenza. L’unica via per uscirne è una rivolta civile che deve nascere dal basso, con un’alleanza tra cittadini, Chiesa e istituzioni civili, per rivendicare con coraggio i diritti della persona e pretendendone il loro rispetto, senza sconti. Così descrive le realtà di mafia e camorra mons. Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra, ospite, insieme con il biblista don Silvio Barbaglia e mons. Renato Corti, vescovo di Novara, al talk show Pilato e lo “sporcarsi le mani” che nell’auditorium “Aldo Del Monte” del Seminario di Novara ha dato il via, mercoledì sera, a una serie di incontri del progetto Passio 2008 dedicati a una ricerca sui personaggi protagonisti della Passione di Cristo riproposti all’uomo d’oggi con le loro provocazioni esistenziali. Un magistero episcopale, quello di mons. Riboldi, volto a rivendicare la dignità umana violata dall’organizzazione criminale. Una lotta che ha posto più volte in pericolo la sua vita e lo ha costretto a vivere per anni sotto scorta, ma di cui è intimamente felice perché compiuta per amore del suo popolo: “Occorreva dare coraggio a questa gente, e la gente ha capito e mi ha seguito. Ora ad Acerra la camorra è scomparsa da decenni, al punto che si evita di parlarne, come di un fantasma del passato che nessuno desidera ricordare”. Una vittoria ottenuta in uno stile di profonda fedeltà al Vangelo, che è riuscita a risvegliare, in alcuni camorristi, la consapevolezza della profonda inumanità della loro attività criminosa e il desiderio di una vita diversa. La chiave per sconfiggere la criminalità sta appunto nell’educazione, che – afferma don Barbaglia – necessita la creazione di rapporti personali profondi con le persone, dedicando ad essi il tempo che la vita attuale, con i suoi ritmi frenetici, tende a sottrarre, condannandoci alla superficialità nelle relazioni. Il rischio in agguato, ricorda mons. Corti, è che ciascuno di noi si senta, come Pilato, innocente del male di chi gli sta accanto, mentre il Vangelo ci invita a sentirci responsabili di ogni uomo che incontriamo.
(rd)

Documenti:
13 feb 2008
Ente Promotore: La Nuova Regaldi (Associazione Culturale Diocesana)
Ciclo di Incontri: Passio 2008

La scelta di Pilato, tra lavarsi o sporcarsi le mani apri file doc

Ufficio Stampa Passio 2008

Nel racconto evangelico e nella vita quotidiana, il bivio tra l’accettazione del male e la lotta per la giustizia

Il coraggio di fare la scelta giusta, a favore del bene, si contrappone, oggi come duemila anni fa, alla rinuncia a prendere posizione. Il “lavarsi le mani” di Pilato può trasformarsi nello “sporcarsi le mani” in un impegno responsabile per l’uomo, incoraggiando altri a farlo. È la strada scelta da Cristo, da mons. Antonio Riboldi, don Luigi Merola e altri testimoni.
13 feb 2008
Ente Promotore: La Nuova Regaldi (Associazione Culturale Diocesana)
Ciclo di Incontri: Passio 2008

Salvare o condannare il Nazzareno? Non era affar mio! apri file doc

Ufficio Stampa Passio 2008

Intervista immaginaria a Ponzio Pilato

Un uomo politico deve immischiarsi negli affari interni, per di più di natura religiosa, di un popolo di cui deve, per ordini superiori, riscuotere le tasse ed evitare la rivolta? Se i Giudei vogliono ammazzare quel povero Cristo, che lo facciano, piuttosto che rischiare una sedizione.
13 feb 2008
Ente Promotore: La Nuova Regaldi (Associazione Culturale Diocesana)
Ciclo di Incontri: Passio 2008

Dire no alla Camorra: stop a omertà e indifferenza apri file doc

Ufficio Stampa Passio 2008

Quando il “lavarsi le mani” diventa complicità con un sistema criminoso

La camorra, con il suo sistema di gestione del territorio basato sull’omertà e sulla violenza, è un esempio concreto e attuale di come il “lavarsi le mani”, abdicando dalle proprie responsabilità nel compiere il bene e avversare il male, equivalga a rendersi complici del trionfo del male. L’affair della gestione dei rifiuti in Campania ne è caso lampante e clamoroso. La via di uscita dal tunnel sta nell’educare giovani che credano in una convivenza ispirata a verità e giustizia, ma solo se troveranno una società attenta e solidale il sogno del cambiamento si potrà trasformare in realtà.
13 feb 2008
Ente Promotore: La Nuova Regaldi (Associazione Culturale Diocesana)
Ciclo di Incontri: Passio 2008

La mia lotta contro la camorra, per amore delluomo apri file doc

Ufficio Stampa Passio 2008

Intervista a mons. Antonio Riboldi

Mettere a disposizione la propria vita, anche a rischio di perderla, per amore del proprio popolo, non rassegnandosi a tacere di fronte alle ingiustizie, per proclamare la bellezza della vita umana e la sua dignità incancellabile. Il terrore della camorra si vince con il coraggio di incamminarsi sulla via della libertà, in un’alleanza con le migliori forze della società, rompendo il cerchio dell’omertà.
Audio:
13 feb 2008
Ciclo di Incontri: Passio 2008

Pilato e lo sporcarsi le mani. Mettere in gioco la propria vita per la Giustizia e la Verità ascolta audio

Mons. Antonio Riboldi , don Silvio Barbaglia , Mons. Renato Corti

Sentirsi innocenti del sangue dell'innocente, come Pilato, è il rischio che corre ciascuno di noi, quando disconosce le proprie responsabilità verso le persone e le realtà che lo circondano. Un'atteggiamento di auto-tutela che uccide la solidarietà e spinge verso l'indifferenza e il silenzio di fronte all'ingiustizia. È il terreno di cultura in cui, in realtà di degradazione economica e sociale, prosperano la organizzazioni mafiose e camorristiche. Un circuito potente, legato da connivenze politiche e convenienze economiche. L'unica strada per spezzarlo sta nel rivendicare la dignità dell'uomo e nel difenderla da ogni sopruso. Una vittoria possibile se nasce un'alleanza tra cittadini, Chiesa e istituzioni che faccia rinascere dal basso il coraggio di vivere nella libertà, tutelata dal rispetto della legalità e del diritto. Il coinvolgimento dei giovani è nodo cruciale del cambiamento, in cui essenziale è il contributo educativo del contesto familiare.
Video:
13 feb 2008
Ciclo di Incontri: Passio 2008

Pilato e lo sporcarsi le mani. Mettere in gioco la propria vita per la Giustizia e la Verità guarda il video

don Silvio Barbaglia Mons. Antonio Riboldi , Don Luigi Merola , Mons. Renato Corti ,

Sentirsi innocenti del sangue dell'innocente, come Pilato, è il rischio che corre ciascuno di noi, quando disconosce le proprie responsabilità verso le persone e le realtà che lo circondano. Un'atteggiamento di auto-tutela che uccide la solidarietà e spinge verso l'indifferenza e il silenzio di fronte all'ingiustizia. È il terreno di cultura in cui, in realtà di degradazione economica e sociale, prosperano la organizzazioni mafiose e camorristiche. Un circuito potente, legato da connivenze politiche e convenienze economiche. L'unica strada per spezzarlo sta nel rivendicare la dignità dell'uomo e nel difenderla da ogni sopruso. Una vittoria possibile se nasce un'alleanza tra cittadini, Chiesa e istituzioni che faccia rinascere dal basso il coraggio di vivere nella libertà, tutelata dal rispetto della legalità e del diritto. Il coinvolgimento dei giovani è nodo cruciale del cambiamento, in cui essenziale è il contributo educativo del contesto familiare.


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