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cultura e arte attorno al mistero pasquale 1° Marzo - 3 Maggio 2006
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PERCORSO IMMAGINARE

Il percorso Immaginare propone all'attenzione del pubblico la visione di tre film dedicati alla figura di Gesù, intrepretata dalla sensibilità dei registi Pier Paolo Pasolini (Il Vangelo secondo Matteo, 1964), Franco Zeffirelli (Gesù di Nazaret, 1977) e Mel Gibson (La Passione di Cristo, 2004), con la possibilità di incontrare i protagonisti della realizzazione dei film (Alfredo Bini, Enrique Irazoqui, Margherita Caruso, Daniele Nannuzzi, Pedro Sarubbi, don Basilio Gavazzeni) in alcuni incontri del percorso Riflettere.



Proiezione film

«IL VANGELO SECONDO MATTEO»

martedì 21 marzo 2006

Ore 20,30

Arona (NO)

Via don Giovanni Minzoni, 17
Cinema S. Carlo

Regia di Pier Paolo Pasolini. Con Enrique Irazoqui e Margherita Caruso

Pagine da visitare:

Tra le pagine più sistematiche e più ricche da visitare consigliamo: www.pasolinicasarsa.org; www.pasolini.net; http://it.wikipedia.org/wiki/Pier_Paolo_Pasolini

Presentazione evento:

Presentazione del film a cura del Gruppo volontari del Cinema "San Carlo"

Il Vangelo secondo Matteo
di Pier Paolo Pasolini

Produttore: Alfredo Bini.
Sceneggiatura e regia: Pier Paolo Pasolini.
Cristo: Enrique Irazoqui; Maria: Margherita Caruso e Susanna Pasolini; Giuseppe: Marcello Morante; Giovanni: Mario Socrate.

Gli Apostoli:
Pietro: Settimio Di Porto; Giuda: Otello Sestili; Matteo: Ferruccio Nuzzo; Giovanni: Giacomo Morante; Andrea: Alfonso Gatto; Simone: Enzo Siciliano; Filippo: Giorgio Agamben; Bartolomeo: Guido Cerretani; Giacomo di Alfeo: Luigi Barbini; Giacomo di Zebedeo: Marcello Galdini; Taddeo: Elio Spaziani; Tommaso: Rosario Migale.

Caifa: Rodolfo Wilcock; Ponzio Pilato: Alessandro Tasca; Erode I: Amerigo Bevilacqua; Erode II: Francesco Leonetti; Erodiade: Franca Cupane; Salomè: Paola Tedesco; L’Angelo del Signore: Rosanna di Rocco; Giuseppe D’Arimatea: Eliseo Boschi; Maria di Betania: Natalia Ginzburg; Un fariseo: Renato Terra.

Segretario di produzione: Bruno Frascà; Ispettore amministrativo: Vincenzo Taito; Segretaria di edizione: Lina D’Amico; Ass. al montaggio: Andreina Casini.
Aiuto Regista: Maurizio Lucidi; Assistente alla regia: Paul A.M. Schneider; Operatore alla macchina: Giuseppe Ruzzolini; Operatore alla maccchina: Victor Hugo Contino; Aiuto operatore: G. Cianfarelli Modica; Ass. operatore: Sandro Ruzzolini; Fotografo: Angelo Novi; Fonico: Mario Del Pezzo.

Truccatore: Marcello Ceccarelli; Aiuto trucco: Lamberto Marini; Parrucchiera: Mimma Pomilia; Aiuto costumista: Piero Cicoletti; Acconciature: Rocchetti; Armi: Rancati; Sartoria: Piero Farani.

Negativi: Ferrania P.30; Sviluppo e stampa: S.P.E.S. Catalucci; Teatri di posa: Incir De Paolis; Sonorizzazione: Fonolux.

Testo del Vangelo nelle Edizioni Pro Civitate Christiana – Assisi.
Edizioni e Registrazioni musicali della R.C.A. Italiana

Montaggio: Nino Baragli; Costumista: Danilo Donati; Architetto scenografo: Luigi Scaccianoce; Direttore della fotografia: Tonino delli Colli; Direttore di produzione: Eliseo Boschi; Organizzazione generale: Manolo Bolognini

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Il film è una riproposizione fedele del Vangelo secondo Matteo. Si ripercorrono le tappe della vita di Gesù Cristo: la nascita, Erode, il battesimo di Giovanni Battista, fino ad arrivare alla morte e alla resurrezione. Non vi sono variazioni nella storia, né cambiamenti anche testuali apportati dal regista alla versione di San Matteo.Il film è girato in Lucania con un cast di attori rigorosamente non professionisti. La parte di Gesù Cristo e' affidata a Enrique Irazoqui, che si trova per caso sul set del film il giorno prima dell'inizio delle riprese. La voce di Cristo è di Enrico Maria Salerno. Nel cast del film sono presenti, tra gli altri: Enzo Siciliano, nella parte di Simone e Natalia Ginzuburg nella parte di Maria di Betania. Come detto sopra, Pasolini si è riferito rigorosamente alla versione di Matteo, ma in alcuni punti del film è possibile intravedere alcuni riferimenti all'attualità: i soldati di Erode vestiti da fascisti e i soldati romani vesti da celerini. Le musiche sono di Bach, Mozart, Prokofiev e Webern. Le musiche originali di Luis E. Bacalov.
La regia di Pasolini
Dice Pasolini: "Avrei potuto demistificare la reale situazione storica, i rapporti fra Pilato e Erode, avrei potuto demistificare la figura di Cristo mitizzata dal Romanticismo, dal cattolicesimo e dalla Controriforma, demistificare tutto, ma poi, come avrei potuto demistificare il problema della morte? Il problema che non posso demistificare è quel tanto di profondamente irrazionale, e quindi in qualche modo religioso, che è nel mistero del mondo. Quello non è demistificabile".
L'idea pasoliniana del Vangelo non partiva dalla volontà di mettere in discussione dogmatismi o miti, ma si riferiva anche e in primo luogo all'idea della morte, uno dei temi fondamentali dell'impegno intellettuale del Poeta:
"È dunque assolutamente necessario morire, perché, finché siamo vivi, manchiamo di senso, e il linguaggio della nostra vita (con cui ci esprimiamo e a cui, dunque, attribuiamo la massima importanza) è intraducibile: un caos di possibilità, una ricerca di relazioni e di significati senza soluzione di continuità".
Non casualmente – come già nelle opere cinematografiche precedenti – Pasolini affida a un linguaggio sonoro raffinato tutte le vicende più significative narrate nel film. Per una sensibilità quale quella del Poeta, il ricorso alla bachiana Passione secondo Matteo è quasi d'obbligo. Ma, in particolare, alla morte di Gesù, egli associa la Musica funebre massonica, che è a sua volta una delle più alte creazioni di Mozart, che in essa ha anche espresso la propria immagine della morte: nessuna titanica lotta contro il destino ineluttabile. La morte non lo spaventa: Mozart la chiama perfino "cara amica"; nella musica stessa si percepisce il dolore per la separazione, a cui Mozart si dà, senza tuttavia lasciarsene sopraffare.
Vi è un solo momento della lunga sequenza della crocefissione e della morte in cui il racconto non è affidato al solo indivisibile binomio "immagini-musica": è quello in cui Cristo pronuncia queste ultime parole: "Voi udrete con le orecchie ma non intenderete e vedrete con gli occhi ma non comprenderete, poiché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile e hanno indurito le orecchie e hanno chiuso gli occhi per non vedere con gli occhi e non sentire con le orecchie".
E' straordinario l'accostamento delle ultime immagini del film (Maria – che è la stessa madre di Pasolini – si reca con altri alla tomba del Figlio; il sepolcro si apre e Cristo non è più avvolto nel sudario: è risorto!) al Gloria di una messa cantata congolese.
Nel Vangelo di Matteo emerge una figura umana, più che divina, di Cristo che, anche se ha molti tratti di dolcezza e mitezza, reagisce con rabbia all'ipocrisia e alla falsità. È anche un Cristo rivoluzionario. Nel corso di un dibattito nel 1964, Pasolini dichiarò: "... mi sembra un'idea un po' strana della Rivoluzione questa, per cui la Rivoluzione va fatta a suon di legnate, o dietro le barricate, o col mitra in mano: è un'idea almeno anti-storicistica. Nel momento storico in cui Cristo operava, dire alla gente 'porgi al nemico l'altra guancia' era una cosa di un anticonformismo da far rabbrividire, uno scandalo insostenibile: e infatti l'hanno crocifisso. Non vedo come in questo senso Cristo non debba essere accepito come Rivoluzionario ...".


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